
[loc. verba., tosc]
Locuzione verbale nata, si crede, fra i sacerdoti del Dio Onan. Successive immigrazioni dovute alla diminuzione costante della popolazione sembra abbiano portato l'espressione anche in Toscana.
1. Praticare l'attività masturbatoria con continuità e senza sosta alcuna.
2. Lasciarsi sopraffare dalle ruminazioni mentali sino a giungere ad uno stato pseudo-paranoide, dove si insiste nel voler vedere cose che in effetti non ci sono.
"
Mi faccio le seg. a nas., guarda che calli nelle mani" "Giulia! devi smettere di farti le seghe a., non ho l'amante!"